Realizzato da
Con il contributo

Il Museo Etnografico del Picasass

Il Museo Etnografico del Picasass (cavatore di pietre) venne costituito nel 1937 alle porte di Viggiù, in un complesso che attualmente ospita anche il Museo Butti-Buzzi Reschini e la biblioteca civica. L’area occupa quella che un tempo era la casa dello scultore Enrico Butti, attivo in tutta la Lombardia tra Otto e Novecento e particolarmente noto per una serie di opere monumentali a carattere patriottico.

Continua...

 

La storia delle predere

L’Età Moderna

L’estrazione delle pietre arenarie locali e la loro lavorazione ebbe a Viggiù un’origine antichissima. È infatti possibile ritrovare tracce di questa attività già nel medioevo, in coincidenza con l’estendersi a tutta l’Italia settentrionale dell’attività di maestri lapicini e scultori provenienti dal comasco (detti appunto maestri comacini), tra i quali è anche possibile che operassero degli artigiani provenienti dalla vicina area viggiutese.

Continua...

 

Il lavoro nelle cave

La vita della cava inizia con l’individuazione in superficie di affioramenti del tipo di pietra che si intende estrarre. L’escavazione procedeva poi verso il basso, asportando la parte affiorante (non utilizzabile). Una volta raggiunta la formazione utile (cioè non compromessa dall’azione degli agenti atmosferici), si iniziava l’estrazione vera e propria, seguendo le naturali stratificazioni della roccia e procedendo “a gradini” in modo da facilitare lo scavo e il trasporto (le zone già sfruttate venivano riempite di terra, in modo da creare una superficie che rendesse possibile il trascinamento dei blocchi).

Continua...

 

Viggiù

Il paese di Viggiù sorge a pochi chilometri dal confine svizzero, sulle propaggini delle Prealpi Orobie, all’incrocio delle regioni di Lugano, Como e del Seprio. Questa zona fu per secoli nota per la pietra arenaria che vi poteva essere estratta e i suoi artigiani scalpellini percorsero fin dal medioevo tutta l’Italia del Nord.

Continua...