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La terraglia

La terraglia è una sorta di prodotto di qualità intermedia tra la maiolica e la porcellana. Mentre la maiolica è terracotta smaltata ottenuta dalla comune argilla rossa, la porcellana è ottenuta con un impasto composto prevalentemente da caolino, un tipo di argilla particolarmente fine che permette di ottenere prodotti che cuociono “in bianco”, di bassissima porosità e quindi particolarmente resistenti nonostante la finezza della lavorazione.

Lo sforzo di ottenere una ceramica a pasta bianca con caratteristiche paragonabili a quelle della porcellana ma a prezzo più contenuto portò i ceramisti inglesi a inventare, attorno alla metà del Settecento, la terraglia (stone), che veniva ricavata dalle argille fini delle regioni sud occidentali dell’Inghilterra.

A Laveno l’impasto veniva composto amalgamando argilla fine importata dal Devon (o da Francia e Germania), caolino alluminato (dalla Cornovaglia), silice ottenuta dal quarzo del Ticino e feldspato proveniente dalla zona di Colico.

Le fasi di preparazione degli impasti furono le prime (e per lunghissimo tempo le uniche) ad essere meccanizzate: l’energia idraulica o la macchina a vapore vennero inizialmente applicate, infatti, a mulini per la macinazione, impastatrici e torchi per filtrare le paste.

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