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La filatura

Il processo di filatura consiste sostanzialmente in uno stiramento delle fibre, nel loro accoppiamento e torcitura, fino ad ottenere un filo con le caratteristiche desiderate.

In età preindustriale la filatura veniva eseguita manualmente, allungando e torcendo le fibre (collocate sulla rocca, o canocchia) con le dita, grazie all’aiuto del fuso, su cui veniva poi avvolto il filo così ottenuto.

L’arcolaio (filatoio a ruota) facilitava l’operazione (ancora eseguita dalle dita della filatrice) facendo muovere il fuso attraverso una manovella. I primi tentativi di meccanizzare il processo, attraverso dispositivi azionati prima a mano poi con la forza idraulica, avvennero in Inghilterra a metà del 1700. Nel 1767 James Hargreaves inventò la jenny, la prima macchina, ancora a manovella, che svolgeva automaticamente le tre operazioni di stiramento, torsione e avvolgimento del filo. Il processo venne poi migliorato nel filatoio di Richard Arkwritght (1768), mosso ad acqua, e soprattutto nella mule, inventata da Samuel Crampton nel 1779. Questa macchina, che univa elementi dei due precedenti tipi di filatoio meccanico, era adatta ad essere mossa sia dalla forza idraulica che dal vapore, e fu la macchina principe della rivoluzione industriale inglese, diffondendosi poi nel resto d’Europa. Venne soppiantata dal filatoio continuo ad anello (ring) che funziona assottigliando il nastro tra rulli e poi avvolgendo il filo su un fuso rotante. Il filatoio ring venne inventato negli Stati Uniti nel 1828 e progressivamente perfezionato fino ad arrivare ai moderni filatoi automatici che si diffusero a partire dal secondo dopoguerra.

Nelle filature dell’Alto Milanese, il fiocco veniva acquistato in balle, che dovevano essere aperte e pulite, per liberare il cotone dalle impurità. Una prima pulitura avveniva al momento della “rottura” nei battitoi, mentre una pulizia più approfondita avveniva con le macchine cardatrici e pettinatrici fino ad ottenere i nastri, che venivano poi stirati fino a renderli pronti per subire l’operazione di filatura vera e propria. Gli scarti delle operazioni, detti cascame, potevano essere recuperati e filati in un secondo momento.

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